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Parco Fluviale del Taro: Il sentiero delle farfalle

23 ago

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sentiero delle farfalle

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Informazioni su questi ad

Una grande festa sull’aia, per Il Sole e la Neve

3 ott museo guatelli

“Ai protagonisti di un mondo che non c’è più,

ma continua a vivere nei nostri cuori.

Un mondo senza cellulari e social network

dove il tempo si contava seguendo

il corso della luna. Il mondo dei miei nonni,

di mio padre e di mia madre. Il mondo

della carta paglia”.

Mentre le fisarmoniche suonano allegramente canzoni da festa, tutti fuori sull’aia del Museo Guatelli si festeggia il gran giorno della presentazione del libro Il Sole e la Neve, che ha lanciato il guanto di sfida alla società mediatica della velocità e delle tecnologie. Lambrusco, torta fritta, salame e genuinità, questi sono gli ingredienti essenziali del libro, della festa, della nostra terra. Tra antichi oggetti e attrezzi contadini, nel pieno della campagna parmense, il Museo Guatelli è un capolavoro della civiltà contadina, dove poter tornare anche solo per poche ore alle origini di tutto: la terra.

L’antica porta in ferro, bucherellata dal passaggio del tempo, delle stagioni, degli eventi, lascia intravedere una luce dietro di sé, aprirla significa fare un tuffo nel passato, varcare la soglia dell’oggi, per tornare a ieri e capire come una vita lenta, semplice, ma comunque dura non lasciava spazio alle incertezze e alle sofferenze della nostra società. La vita era autentica, in tutte le sue gioie e dolori.

L’esposizione del libro e di alcuni dei disegni di Robusti, avviene dentro la vecchia stalla, tra soffitti a botte e pavimento in sasso, dove si può finalmente sfogliare, toccare con mano l’opera d’arte. Al tatto, si tratta già di un’esperienza unica, mai visto un libro stampato su carta da formaggio e rilegato con corde da salume. Al suo interno è racchiuso un mondo parallelo, fatto di ricordi, di emozioni, di sogni sparsi tra le diverse micro storie che narra.

Un’esaltazione della Parma degli anni ’50-’60, del nostro passato contadino che mai come oggi deve rivendicare la propria importanza e dignità. Il Sole e la Neve non è solamente un’opera d’arte, un libro da leggere per ricordare il passato, ma è soprattutto una lezione importante per noi oggi che viviamo nel 2012: il progresso, la tecnologia, la velocità delle nostre vite non sono nulla senza le nostre origini. Il mondo del passato non potrà mai più tornare, i social network, le tecnologie sono troppo inserite nella quotidianità per scomparire, ma è importante sapere sempre quali sono le nostre origini, da dove veniamo, cosa hanno vissuto i nostri nonni e i nostri genitori, non dimenticare mai il passato, per poter dirigersi verso un futuro migliore.

“Il sole e la neve”, una nuova sfida alla società mediatica

19 set 339915_399509773447733_1162285955_o

Nel mondo dei mass media, della velocità, degli smartphones e degli e-book, dove tutte le informazioni circolano in tempo reale a una velocità inarrivabile, c’è chi ha ancora voglia di fare un tentativo, di lanciare un sasso nel lago della società mediatica e vedere che reazione può provocare: se perdersi negli abissi delle acque oppure muovere la staticità del lago creando un’onda travolgente. Una sfida ardita, la lotta tra Davide e Golia che si ripete sempre nel tempo.

“Il sole e la neve” è il titolo della nuova opera di Luigi Alfieri ed Enrico Robusti, 142 micro storie ambientate nel parmense degli anni ’60 per ripercorrere quattordici anni di vita, attraverso i mesi e le stagioni. Dalla nascita alla morte, i testi di Alfieri sono carichi di emozioni, di aneddoti, di colori per riportare alla luce quei particolari che la società odierna ci ha fatto dimenticare, quei profumi che riportano ai tempi passati, quei ricordi d’infanzia che si ricordano con un sorriso. Le immagini di Enrico Robusti, seguono la narrazione leggendo la realtà con occhi diversi, in modo del tutto unico, fino a creare due narrazioni parallele, differenti, ma ugualmente intense. 

La vera sfida del libro è il materiale di produzione: la copertina in cartone come quella dei vecchi registri di classe, le pagine in carta paglia, come quella utilizzata dai droghieri degli anni ’60 per avvolgere salumi e formaggi, la rilegatura fatta a mano con lo spago, proprio come si usa per i salumi. Il libro è stato stampato solo in 300 copie, perché le opere d’arte non possono essere riproducibili all’infinito. Un oggetto antico, un vero e proprio salto nel tempo non solo mentale, ma anche e soprattutto tattile, che fa riscoprire sensazioni dimenticate.

Domenica 30 settembre alle ore 17 al Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, ci sarà la presentazione di questo grande capolavoro con una festa in pieno spirito emiliano: torta fritta, lambrusco e salame per tutti i partecipanti, sull’aia di quello che è chiamato “museo del quotidiano”.

Per maggiori informazioni www.ilsoleelaneve.com oppure info@fermoeditore.it

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