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Itinerari dell’Appennino #10: Canossa e Rossena

6 set paesaggio canossa

Tra le ampie e silenziose valli plasmate nei secoli dal torrente Enza, due antichi compagni sorvegliano dall’alto il paesaggio. La loro storia inizia nello stesso periodo, nei secoli si sono spalleggiati come perfetti alleati, l’uno a difesa dell’altro ed entrambi a difesa del regno di una delle più grandi donne della storia: Matilde di Canossa.

I Castelli di Rossena e di Canossa distano solamente pochi chilometri tra di loro e si guardano costantemente, ciascuno sulla cima della propria roccia. Il primo, tutt’ora ben conservato, fu edificato come baluardo militare, insieme alla torre di Rossenella, a difesa del secondo, vero e proprio fulcro del potere matildico. Mai si potrebbe pensare che due compagni così vicini al servizio della Contessa, potessero avere sorti talmente diverse. Se Rossena sorge su di un affioramento ofiolitico basaltico, molto resistente, Canossa sorge sull’arenaria, una roccia friabile e poco resistente, che ha contribuito al progressivo crollo della montagna. Così, del Castello di Canossa oggi non resta che qualche rudere, scampato alle continue invasioni nel corso dei secoli e ai crolli naturali. Mentre Rossena, domina ancora impetuoso in tutto il suo splendore.

In queste terre si giocarono le sorti della politica europea tra X e XI secolo e tutto il mondo allora conosciuto, aveva gli occhi puntati su questa parte d’Italia. Nelle vallate matildiche il respiro della storia soffia ancora maestoso a narrare le vicende del più grande stato unitario d’Italia: le conquiste, le sconfitte, i dolori e le soddisfazioni. Visitare i castelli dal loro interno, significa ascoltare ancora il battito di questi luoghi, vivi più che mai e le infinite parole che hanno da sussurrare.

In questa cornice di eccellenza ad accompagnare la grandiosa storia vi sono da sempre i prodotti enogastronomici. Fieri testimoni sono i Gianferrari, che dal 1951 a Ciano d’Enza portano avanti il nome di famiglia nella produzione di salumi d’eccellenza: culatelli, prosciutti, strolghini e aceto balsamico, prodotti senza l’utilizzo di conservanti e coloranti, ma seguendo esclusivamente metodi naturali. Solo in questo modo si può trasmettere la tradizione e mantenere la qualità.

Qualità peraltro posseduta anche da un’altra eccellenza del territorio: la scuola comunale di scultura di Canossa, unica in Italia. La scuola organizza corsi triennali per formare gli artisti della pietra, riprendendo una tradizione locale molto antica.

Questo itinerario di grande interesse storico, attraversa i secoli tra guerre, conquiste ed enogastronomia, mostrando una delle zone più importanti d’Italia, centro del mondo nei secoli medievali.

 

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