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Accoglienza prima di tutto: La Malvarina ad Assisi

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La pioggia martellava il vetro da ore, ininterrottamente, come se non desiderasse smettere mai. La luce piano piano svaniva, lasciando spazio al freddo abbraccio di una notte autunnale. Malgrado tutto la strada proseguiva dritta, per ore e ore fino a quando la monotonia non venne spezzata dalle prime colline umbre: una curva, poi un’altra e la strada diveniva sempre più stretta e ripida. Intanto gli spilli di pioggia non si stancavano mai di battere, inesorabili. A destra, a sinistra,poi un’ultima salita, ah no aspetta! Un’altra ancora ed eccomi finalmente arrivata…Dall’esterno si vedeva una tiepida luce gialla fuoriscire dalle finestrelle, entrai di corsa verso quell’abitazione antica e subito tutta la stanchezza, la strada percorsa, il freddo, non avevano più senso di esistere. Un chiacchierare rilassato e un’atmosfera calda, amichevole, fecero sì che il primo pensiero nella mia mente fosse: “eccomi a casa”.

Mi trovavo nell’Albergo Diffuso La Malvarina, nei pressi di Assisi, ma tutto rimandava in realtà non a un semplice soggiorno di vacanza o di lavoro, quanto più a un’ospitalità in famiglia, sincera e senza troppe reverenzialità. Venni subito accompagnata nella mia abitazione: “La Casa del Gallo”, un piccolo cottage a due passi dal nucleo centrale della reception. All’interno tutto era in armonia, una meravigliosa coperta in patchwork adornava il divanetto, le travi sul soffitto, così come i mobili in legno e la porta, indicavano un certo gusto per il passato.

Poco dopo venne servita la cena all’interno della Locanda, dove un caldo camino fiammeggiante scaldava l’atmosfera, lasciando quel dolce profumo di legno bruciato che ormai è divenuto un lusso da ritrovare. Le pareti erano ricche, stracolme di attrezzi contadini antichi, le mensole si affollavano di pentole, tegame, vasi, piatti, setacci in un susseguirsi caotico, ma allo stesso tempo ordinato. Tutto aveva un senso logico, una propria armonia con l’ambiente e la cura dei dettagli era davvero stupefacente. La cena iniziava con una calda zuppa stracciatella -che mi ricordò fortemente i sapori della mia infanzia- e proseguiva con deliziosi piatti della tradizione umbra: torta al testo, carne alla brace, bruschette con olio e pomodorini…il tutto accompagnato da un ottimo Sangiovese umbro.

Il mattino seguente la pioggia si era un poco calmata, e malgrado l’atmosfera fosse ancora stretta nella morsa della nebbiolina autunnale, si poteva finalmente osservare il paesaggio circostante. Uno spettacolo veramente di rara bellezza quello della campagna umbra, un esplosione di verde e natura, la tipica espressione del paesaggio classico di Schultz, nato dalla convivenza perfetta tra uomo e ambiente, nel quale la natura si accompagna dolcemente all’uomo, senza sovrastarlo.

L’esperienza all’Albergo Diffuso La Malvarina è stata una delle migliori mai provate nel corso dei miei viaggi, l’accoglienza è autentica, semplice, totale, tanto da far sentire veramente gli ospiti come invitati in famiglia. Ma questa è anche la filosofia che sposa ogni Albergo Diffuso e una volta che se ne prova uno, è molto difficile riuscire a farne a meno.

 

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Dove mangiare ad Assisi

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Assisi vanta di un gran numero di ristoranti, trattorie, agriturismi in cui poter gustare piatti della tradizione umbra, non è però sempre facile scegliere quello giusto, perché come tutti sanno, Assisi è una delle città più turistiche d’Italia e come tale pullula di ristoranti e trattorie in cui vengono proposti piatti di media qualità a prezzi elevati. Per andare sul sicuro, vi propongo due trattorie veramente buone, a un prezzo non eccessivo dove poter gustare ottimi piatti umbri, entrambe si trovano al di fuori del centro storico della cittadina.

“La Stalla” (via Eremo delle Carceri, 24), una trattoria ricavata da un’antica stalla per cavalli, un luogo perso nel tempo con muri in pietra anneriti dal fumo delle braci e meravigliosi soffitti a volta. Si mangia in grandi tavole, spesso in condivisione con altri ospiti, in modo da instaurare subito un ambiente informale e amichevole. Il menu propone ovviamente la torta al testo, fagioli con cotiche, bigoli, polenta, carne e formaggi alla brace, cipolle e patate sotto cenere. Un ambiente davvero suggestivo situato in una zona boschiva al di sopra di Assisi, lungo la strada di montagna che porta al Monte Subasio.

“Trattoria Santucci” (Via Patrono d’Italia, 40 – Santa Maria degli Angeli), a pochi chilometri da Assisi, la Trattoria Santucci è un’antico ristorante a gestione famigliare che propone piatti della cucina umbra accompagnati da un’ottima cantina di vini. Nel menu sono presenti le specialità al tartufo, piatti di degustazione di salumi locali e formaggi, bruschette all’olio umbro, numerosi primi piatti tra cui gli ottimi Strangozzi alla cinta senese in crema ristretta di Sagrantino, una vera delizia! 

Autunno ad Assisi

15 nov

Nel cuore dell’Italia: Assisi a novembre

14 nov san francesco

Salendo la strada che porta da Santa Maria degli Angeli ad Assisi si assiste a uno degli spettacoli più belli del mondo di arte antica. La perfezione dei contorni, l’armonia delle forme, la cura dei dettagli, un insieme suggestivo di arte umana. L’uomo ha amato la natura e ci si è sposato perfettamente creando un paesaggio che solo banalmente si può descrivere come “bello”. E’ il frutto della nostra storia, della nostra arte e del nostro passato di genio creativo. Raramente al mondo si può vedere così tanta perfezione ed armonia in ciò che l’uomo ha creato.

Non mi stupisce che Assisi sia interamente patrimonio dell’umanità, perché ogni minimo elemento è antico, è arte e storia. Persino tutte le case, le banche, i negozi, tutti sono in perfetta armonia con l’ambiente. Nulla vi si scontra. La sua ricchezza risiede quindi nelle strade ciottolate, negli archi antichi e nelle lanterne per i borghi, nei giardinetti interni e nelle ripide scalinate, se si è fortunati di trovare qualche portone aperto, si può scoprire un mondo inedito dietro di esso, un volto di Assisi sconosciuto, che solo pochi hanno la fortuna di osservare.

 

Novembre è un ottimo periodo per visitarla, lontana dal caos turistico e dalle code infinite, le strade sono tranquille, i vicoli silenziosi, i negozi semi vuoti e perfino un commerciante di artigianato locale lo dice: “Oggi Assisi si scopre com’ è veramente, con i suoi abitanti e la sua vita normale”. Così ho il lusso di ritrovarmi in solitudine lungo via Metastasio, affacciata a una ringhiera, mentre osservo la marea di dorata spuma bianca che invade il dolce paesaggio umbro. E’ quiete, dopo la lunga tempesta, i campi risultano martoriati dalle pozze d’acqua, tutt’intorno fantastiche distese di oliveti. Un cielo azzurro cerca di farsi spazio tra le nubi nere. Silenzio mentre il verde smeraldo della natura umbra inizia a riflettere sotto i raggi del Sole.

 

La Rocca Maggiore è una tappa obbligata per chi si trova a visitare questa piccolo gioiello umbro, malgrado la salita piuttosto impegnativa che parte dal centro storico (si ricorda che è anche possibile raggiungerla in auto), la vista da lassù ripaga tutta la fatica. Dall’alto della Rocca Maggiore si ha un’ampia vista sull’intero borgo, sulla basilica di San Francesco e sulle meravigliose colline boscose che si trovano alle spalle della Rocca. Nelle giornate serene il panorama è davvero unico, ma ancora meglio è nel momento di quiete dopo una lunga tempesta notturna, quando l’aria è pulita, limpida, le nuvole basse tagliano le cime delle colline e i raggi del sole riflettono la loro doratura ovunque. Un paesaggio surreale, un pregiatissimo quadro naturalista.

 

XI Assemblea degli Alberghi Diffusi

13 nov assemblea

Lunedì 12 novembre, Assisi.

Ha preso luogo oggi, presso il Centro Studi Turistici di Assisi e l’AD La Malvarina, l’XI Assemblea Nazionale degli Alberghi Diffusi. L’incontro è stato di particolare interesse per entrare più a contatto con questa realtà turistica italiana sempre più affermata e che punta all’ambizioso numero di 100 strutture aderenti. Dopo una panoramica sulla situazione italiana e sui risultati raggiunti dal portale alberghidiffusi.it, il professor Giancarlo Dall’Ara ha dato spazio ai nuovi soci per una breve presentazione. Altri temi di grande interesse sono stati la commercializzazione dell’offerta ricettiva diffusa, il marketing nei mercati del nord Europa, la presentazione a cura della dott.ssa Elide di Clemente responsabile del progetto Alberghi Diffusi in Spagna (dove è presente una struttura) e nel pomeriggio un seminario sull’utilizzo del social network Foursquare, tenuto dall’esperto di IT Cino Wang Platania.

Ciò che colpisce di più di questa realtà è la grande passione condivisa da tutti gli operatori e le loro storie di vita. Una vocazione all’ospitalità, pura e sincera e la voglia di condividere il loro sogno con gli ospiti delle loro strutture. Molti derivano da un cambio radicale di vita, dopo anni di lavoro d’ufficio decidono di tornare alle origini, in campagna o nei borghi in cui sono nati, per condurre una vita più semplice, ma autentica. E’ proprio questo cambiamento totale di vita che rende ciascun AD una bellissima storia, unica e particolare.

L’ambiente amichevole e informale, i temi trattati, la grande competenza in materia di turismo di tutti gli operatori, contornati dalla bellissima cornice dell’Albergo Diffuso di campagna la Malvarina, situato nelle colline di Assisi, hanno reso questo evento un’esperienza professionale e umana che difficilmente si può dimenticare.

Parlare con ciascuno degli operatori apre mondi totalmente nuovi, fatti di grandi progetti, sogni, fatiche e soddisfazioni, perché non si deve dimenticare che gli AD non sono solamente strutture ricettive, ma veri e propri organi attivi sul territorio, in grado di cambiare volto a territori molto spesso destinati al declino.

Kolarbyn Lodge, ovvero la vita nei boschi

7 nov Skogens_Konung_01

Il Kolarbyn Eco Lodge è in realtà molto più di un glamping, di un campeggio, di un’esperienza alternativa di vacanza eco sostenibile: è un puro e semplice concentrato di wilderness svedese, è la Natura intesa nella sua essenza. Niente elettricità, niente acqua, poche comodità, il bagno è a 3 chilometri di distanza, si dorme su letti ricoperti di pelle di pecora, isolati nell’immensa bellezza delle foreste svedesi a nord di Stoccolma.

Munitevi di candele, accendini, sacchi a pelo, abbigliamento caldo e immergetevi nel silenzio delle capanne in legno del Kolarbyn Lodge, dalle quali è impossibile non uscirne rigenerati e con nuove prospettive di vita.

©Mikaela Larm©Skogens Konung

Un progetto nato all’insegna della sostenibilità, ambientale perché sono utilizzati solo materiale naturali, senza componenti chimici e tossine, culturale perché propongono annualmente progetti all’insegna del recupero delle tradizioni locali (come il progetto per recuperare l’antico metodo di estrazione del carbone), sociale perché coinvolgono i produttori biologici locali per la fornitura di alimenti e materie prime.

 

©Lasse Fredriksson ©Nicolas Berger ©Claudia Deglau

Il Kolarbyn è aperto anche durante la stagione invernale (eccetto il periodo dal 17/12 a 3/1), durante la quale vengono organizzati tour ed escursioni tra i paesaggi innevati. Le capanne sono a prova di freddo, avendo il camino al loro interno, ma è necessario attrezzarsi adeguatamente per non correre rischi.

 

Un’esperienza radicale per vivere a pieno i boschi svedesi, il Kolarbyn Eco Lodge è un puro esempio di glamping, dove il lusso non è rappresentato dai servizi e dall’eleganza, ma dall’autenticità. Poche comodità, perché in realtà tutto ciò di cui abbiamo bisogno ce lo offre già la natura…il più è capirlo!

©Lars Gabrielson©Lars Gabrielson

Canonici di San Marco, il primo glamping italiano

2 nov canonici san marco

Dormire a soli 20 minuti da Venezia, immersi nella natura e a prezzi accessibili in una “magica combinazione di oggetti nuovi e ricordi di altri tempi”, al luxury camping Canonici di San Marco lusso, eleganza e campeggio non sono mai stati così in sintonia. Si tratta del primo glamping costruito in Italia e un per per la posizione, un pò per le strutture offerte, è divenuto in poco tempo uno dei 10 migliori camping di lusso in Europa.

Pochi lodge, per garantire la massima tranquillità e sicurezza agli ospiti e per offrire sempre un soggiorno esclusivo. Gli interni sono arredati con oggetti particolari e unici, collezionati dai proprietari durante i loro lunghi viaggi attraverso i continenti, mescolati a oggetti artigianali e di antiquariato, il risultato è un arredamento ricercato e veramente particolare. Ciò che colpisce veramente è il grande gusto dei proprietari nell’andare a scovare “pezzi unici”, oggetti non solo belli, ma con un’anima, una storia da raccontare, come ad esempio le poltrone e i divani che appartenevano alla nonna, ora si sono trasformate in sedute originali, antiche stufe in ghisa, l’inferriata di un vecchio bordello siciliano o ancora, lavatoi in alluminio originali provenienti dall’Inghilterra…

Il tutto è coronato da bellissimi fiori, che contribuiscono ad arredare i lodge sia all’interno che all’esterno, creando una piacevole sensazione di continuità con la natura, che è proprio la filosofia basica del glamping. Gli alloggi sono situati in un parco di 15 mila metri quadrati, poco distanti dai meravigliosi siti culturali, artistici e naturali del Veneto.

Una volta arrivati, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta e una settimana non basta sicuramente per esaurire i luoghi da vedere e le attività da fare, in questa preziosa zona d’Italia.

Halloween Cupcakes

31 ott dolci halloween

I cupcakes sono dolcetti di origine americana ormai conosciuti in tutto il mondo. Le loro origini risalgono al 1796, quando una ricetta scritta da Amelia Simmons nel volume American Cookery, annotava di certe torte che dovevano essere cotte all’interno di piccole tazze. Nel 1828 fu pubblicato “Seventy-five Receipts for Pastry, Cakes, and Sweetmeats” di Eliza Leslie, nel quale figurò per la prima volta il termine vero e proprio.

Nei primi anni del ‘800, esistevano due diversi termini: cup cake oppure cupcake, prendendo il nome dei recipienti in cui queste torte venivano cotte, cioè in piccole tazze di ceramica. Il termine fairy cake, utilizzato soprattutto nel Regno Unito, serve per descrivere la loro graziosa dimensione. I fairy cakes sono tradizionalmente più piccoli e meno decorati rispetto agli americani cupcakes.

Il termine cup cake era inline utilizzato anche per indicare dolci le cui ricette erano basate sul sistema di misura delle cups, invece che del peso, questo sistema è tutt’ora quello utilizzato in gran parte degli Stati Uniti e del Canada. Nel corso degli ultimi anni c’è stata una vera e propria esplosione di questo fenomeno culinario, invadendo tutti i paesi occidentali e diventando una moda. Nelle metropoli si sono moltiplicati i negozi interamente dedicati a questi tipi di dolci, le cui decorazioni rappresentano una vera espressione d’arte.

Ecco quindi la ricetta dei cupcakes di Halloween

Per il cupcake:

180 gr. di farina autolievitante

180 gr. di burro

180 gr. di zucchero

3 uova

1 bicchiere di latte

vaniglia, cannello o aromi

Si prende il burro (lasciato ammorbidire a temperatura ambiente) e lo si lavora con lo zucchero, fino ad ottenere un composto omogeneo. Si aggiunge poi 1 uovo alla volta con un cucchiaio di farina, continuando a lavorare il composto. Infine si mette la farina rimanente, il bicchiere di latte con gli aromi desiderati e si monta il tutto finchè non si ottiene un composto omogeneo e non troppo solido.

Per la glassa:

esistono diversi tipi di glassa, quella più semplice è fatta con zucchero a velo a cui si aggiunge poca acqua finchè non diventa una consistenza cremosa.

In alternativa per chi volesse decorare i cupcakes con disegni o altre fantasie si può utilizzare la pasta di zucchero colorata che si trova facilmente nei negozi di dolci, si tira con un matterello di plastica e le si da la forma che si vuole.

L’alternativa più cremosa e gustosa è la glassa fatta con l’albume d’uovo, gli ingredienti sono: 1 albume d’uovo, 200 gr. di zucchero e il succo di un limone. Si montano 170 gr. di zucchero con l’albume e il succo di limone in una ciotola, quando il composto è liscio e morbido, si incorporano i rimanenti 30 gr. di zucchero e si lavora finchè non si raggiunge la consiste ottimale.

Le 7 meraviglie rurali del Bel Paese

26 ott sciliar

In 7° posizione troviamo i Monti dell’Uccellina, una piccola formazione collinare tra l’Appennino e il mare, situata all’interno dell’omonimo parco nella Maremma toscana. I Monti dell’Uccellina sono un’area naturale protetta particolarmente interessante per la particolarità della fauna (soprattutto daini, cinghiali, gatti selvatici e testuggini) e per gli antichissimi oliveti.

(Credits: AroundTuscany http://www.flickr.com/photos/aroundtuscany/6958501599/sizes/l/in/photostream/)

In 6° posizione si trova il Lago di Garda che non ha certo bisogno di grandi presentazioni. Autentica cerniera tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, sa offrire località molto giovani dove poter praticare ogni tipo di sport d’acqua e d’intrattenimento notturno, così come paesi e borghi antichi, tranquilli, dove trascorrere una vacanza all’insegna del relax e del benessere.

(Credits: Alfondo Salgueiro http://www.flickr.com/photos/alsal/6254723563/sizes/l/in/photostream/)

5° classificato il Lago Blu, meno conosciuto rispetto al precedente ma di grande interesse naturalistico. Il piccolo lago alpino della Valle d’Aosta, situato in prossimità di Breuil-Cervinia, rispecchia nella purezza delle sue acque turchesi, le bellissime montagna circostanti, un vero paradiso naturale.

(Credits: Tomvw http://www.flickr.com/photos/tomvw/4807974585/sizes/l/in/photostream/)

Segue al 4° posto uno dei parchi naturali più belli e meno conosciuti d’Italia: l’Aspromonte, in Calabria. Questo parco nazionale è uno dei luoghi privilegiati per osservare la ricchezza della flora e della fauna appenninica. Visitare l’Aspromonte significa vivere un sud Italia diverso dal solito immaginario, lontano dalle spiagge e dal mare. Per gli amanti della montagna è una tappa imperdibile.

(Credits: GHnetwork http://www.flickr.com/photos/ghimpresaturistica/3530123387/sizes/l/in/photostream/)

Il Vulcano di Stromboli si posiziona 3°, anche se è decisamente una delle meraviglie più conosciute d’Italia e la sua bellezza non ha rivali, non è riuscito a superare il promontorio del Gargano (2° classificato), area protetta sin dal 1991, è considerato lo “sperone d’Italia”.

(Credits: Travelingswede http://www.flickr.com/photos/travelingswede/4999706762/sizes/l/in/photostream/)

(Credits: Pizzodisevo http://www.flickr.com/photos/globetrotter1937/160747626/sizes/l/in/photostream/)

In primissima posizione si trova l’Altipiano dello Sciliar, nella provincia di Bolzano che insieme all’Alpe di Siusi regala alcuni dei paesaggi montani più belli dell’Europa. Il parco naturale fu istituito nel 1974 e da allora lo sviluppo delle località turistiche alpine al suo interno ha rispettato in pieno i criteri di sostenibilità e rispetto della natura. La particolarissima forma del monte Sciliar, insieme alle antiche leggende di streghe e stregoni che lo accompagnano, fanno sì che sia veramente la prima meraviglia naturale del Bel Paese. Dalla classifica sono rimasti esclusi parchi ben più famosi, come i sentieri delle Cinque Terre, il parco del Delta del Po e il lago Trasimeno.

(Credits: Wolfango http://www.flickr.com/photos/alessandro_giangiulio/7880858424/sizes/l/in/photostream/)

Altre informazioni e classifiche si trovano sul sito toprural.it

B&B Cancabaia, per vivere le colline parmensi

25 ott DSCN2597 copia

In un antica corte del ‘600 situata tra le colline parmensi, sorge il Bed & Breakfast Cancabaia, il luogo perfetto dove poter trascorrere una piacevole vacanza tra cultura, natura e le eccellenze dell’enogastronomia emiliana. Il Cancabaia è in realtà molto più di un B&B, è definito come “alloggio rurale famigliare” cioè un luogo dove l’ospitalità e l’accoglienza sono al primo posto. Situato in una cornice paesaggistica di grande bellezza, sulle prime colline di Parma tra antichi castelli e vigneti, il B&B è poco distante sia dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sia dalla città di Parma. Durante il soggiorno è possibile visitare l’azienda agricola famigliare, scoprire le tecniche di produzione del Parmigiano Reggiano, visitare uno dei prosciuttifici della zona e naturalmente degustare i piatti tradizionali in uno degli agriturismi o delle trattorie consigliate dai proprietari, Bruno e Simona.

Conoscere il territorio entrando in contatto, prima di tutto, con chi da sempre ci vive, è il modo migliore per conferire autenticità al proprio viaggio, per sentirsi parte integrante del tessuto locale e per capire a fondo le abitudini, i ritmi di vita, la quotidianità e la cultura di un territorio.

La stagione autunnale è uno dei periodi migliori per visitare la zona collinare di Parma, il sole illumina timidamente il paesaggio con la sua armonia di colori, la natura inizia a trasformarsi preparandosi all’inverno che avanza. Alcuni giorni la foschia avvolge totalmente i colli, lasciando solo intravedere in lontananza le torri antiche del Castello di Torrechiara: una fiabesca sensazione di mistero, come se ci si ritrovasse protagonisti di un’antica leggenda. Il B&B Cancabaia si ritrova perfettamente in mezzo a questi antichi paesaggi che costudiscono da secoli i segreti dell’arte culinaria parmense.

WWW.CANCABAIA.IT

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